Mercati
 

IL GIORNO DEL MERCATO

Parlando di mercati al minuto, quindi non di quelli all¹ingrosso che, del
resto, nel Molise non esistono, si può sicuramente dire che Boiano
costituisce il luogo di mercato più importante per una ampia parte del
Molise centrale. Il mercato di Boiano ha la prevalenza sugli altri mercati
della zona tanto in relazione alla quantità di merci vendute quanto rispetto
alla varietà dei prodotti. Qui si vende di tutto, dai capi di abbigliamento
ai complementi di arredo agli alimentari. Se questi ultimi, è ovvio, hanno
clienti residenti, oltre che nel capoluogo matesino, nei paesi circostanti,
le altre tipologie di merci sono oggetto di acquisto anche da parte di chi
vive più lontano. Mentre nelle città in prevalenza è per i generi
commestibili che si è conservata la forma del mercato e per comprare un
vestito da un venditore ambulante ci si deve recare necessariamente nei
quartieri periferici che hanno un carattere popolare, a Boiano persiste il
mercato misto come si verifica, in genere, nelle zone rurali. Di rurale
Boiano ha anche la cadenza settimanale del mercato, il giorno stabilito è il
sabato, che è una consuetudine tipica dei piccoli centri; nei centri
maggiori, si pensi a Campobasso, si fa infatti mercato quotidianamente sia
pure, è il caso di corso Bucci a Campobasso, non in una sede autonoma ma
utilizzando una strada che nel pomeriggio svolge una diversa funzione, e ciò
è esattamente quanto avviene pure a Boiano. Boiano non è un centro grande,
ma rimane pur sempre il centro prevalente nell¹area e perciò ha una notevole
capacità di attrazione commerciale. Il mercato è situato nella piazza più
grande che è il cuore della cittadina; inoltre questa piazza, piazza Roma, è
attraversata dalla strada principale, la vecchia Consolare dei Pentri, e
pertanto è punto di passaggio e quindi di sosta degli autobus extraurbani.
Intorno a questa piazza e nelle vie immediatamente adiacenti sono
concentrate le attività commerciali e, a volte, questi negozi aprono banchi
sulla strada in occasione del mercato per esporre la propria merce. Si può
dire che è in queste circostanze che diventa leggibile quel processo che ha
portato nel corso del tempo le bancarelle all¹aperto a trasformarsi in
negozi al chiuso. Il negozio con ampia vetrina che consente di poter
mostrare i prodotti deve essere stato un modo per allontanare i banchi di
vendita dalla strada e così dal rumore e dal traffico. E¹ l¹introduzione
delle vetrine, perciò, a modificare l¹organizzazione degli spazi per il
commercio così come sono le coperture vetrate a permettere la nascita dei
centri commerciali i quali possono essere definiti mercati a più piani. I
negozi si distinguono dai banchi di vendita tradizionali anche per la
ricercatezza nell¹allestimento dei locali, che prima, poiché all¹aperto, non
rappresentava un¹esigenza. Con questo non si vuole affermare che si
trascurano nel mercato le esigenze di un¹accattivante esposizione dei
prodotti perché, e ciò vale anche per il passato, il momento dell¹acquisto è
spesso un momento frivolo non legato alle necessità domestiche. Ci si reca
al mercato non esclusivamente per fare spesa, anzi chi va a Boiano al
mercato a volte non compra nulla: è la stessa cosa che ³fare lo shopping².
Il mercato è per molti il luogo del mostrarsi e dell¹incontro; girare per le
bancarelle è un modo per evadere dalla monotonia quotidiana. Se questa era
fino a qualche decennio fa una realtà generalizzata, oggi è rimasta una
abitudine per gli ambiti rurali e per i quartieri popolari dove si continua
ad andare al mercato. Sono queste le uniche zone dove la vita di strada è
ancora sentita e, di conseguenza, il mercato che appartiene per sua natura
alla strada è tuttora accorsato. Esiste una autentica cultura della strada
con tutte le sue connotazioni, positive e negative, che si ritrovano anche
nella frequentazione del mercato. La strada, e di riflesso il mercato,
permette di stabilire rapporti tra gli individui, di conversare, di
stringere legami e, in definitiva, assicurare una forte coesione sociale.
Dunque il mercato ha anche una funzione di coagulazione della comunità
locale e pertanto occorre garantire la sua prosecuzione nel futuro. Uno
strumento per raggiungere tale obiettivo è lo strumento urbanistico
comunale. Il piano regolatore redatto secondo i criteri della tecnica
urbanistica non riesce a cogliere la specificità dello spazio del mercato
perché faticano a ricondurlo ai modelli di progettazione urbana codificati
nei manuali. Gli architetti incaricati della redazione del PRG di Boiano
riescono a vedere il luogo del mercato come qualcosa di simile ad uno
slargo, ad un incrocio di strade e, quindi, come un punto di confluenza del
traffico. Quando un urbanista programma gli spazi aperti in una città pensa
alla loro quantità, cioè alla superficie, ma dà meno peso alla destinazione
d¹uso, in altri termini alla qualità. E¹ difficile che in uno strumento
urbanistico si trovi tra i simboli in legenda delle carte di progetto quello
di ³piazza del mercato². Qualora, invece, c¹è la previsione di una piazza
del mercato essa non potrebbe che essere la conferma dell¹uso di un certo
luogo già destinato all¹attività commerciale. Infatti è impossibile decidere
a tavolino, seppure su un tavolo da disegno, la creazione di un mercato. La
cultura architettonica impostata sullo studio delle realtà urbane più grandi
non ha i mezzi scientifici per individuare spazi idonei per il mercato, per
saper cogliere i suggerimenti che vengono dai luoghi capaci di rivelare la
loro propensione ad ospitare un mercato. Mentre è facile cogliere quelle
parti dell¹insediamento che funzionano male non rispondendo ai comportamenti
abituali dei cittadini che li frequentano si dà per scontato il
funzionamento appropriato dei luoghi che sono conformi alle esigenze degli
abitanti. Se è importante vedere ciò è necessario comunque anche un continuo
controllo dell¹adeguatezza dei luoghi, come quelli del mercato, perché la
funzionalità si trasforma nel tempo mutando le condizioni economiche e
sociali.

 

 

 



 




 

 

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